Photo_01
spaziatore

· PRIMO PIANO ·


 

IL PIANO STRALCIO PER L'ASSETTO IDROGEOLOGICO DELLA CALABRIA

Un nuovo WebGis per consultare i dati relativi al rischio frana, al rischio idraulico e al rischio erosione costiera del PAI della Calabria.

Come per la precedente versione è possibile inquadrare l'area d'interesse, sovrapporre i vari fenomeni franosi, eventualmente la loro sigla e, con la semplice sovrapposizione del puntatore, evidenziarne le specifiche caratteristiche collegate ai poligoni che li rappresentano (tipo di movimento, stato di attività, etc.).

La carta composta con i tematismi desiderati può essere salvata come immagine raster georeferenziata nel sistema Gauss-Boaga, stampata direttamente con un layout comprensivo di legenda o in una pratica scheda in formato PDF.

Le funzionalità del framework sono illustrate da una guida pratica e sintetica inserita al suo interno e quindi sempre a portata di mouse, mentre un ampio set di query di ricerca consente di localizzare immediatamente i vari elementi, ampliando notevolmente le potenzialità di consultazione del database.

WebGispPAIT&A

 

IL RISCHIO IDROGEOLOGICO NEL COMUNE DI VIBO VALENTIA

In un unico WebGis abbiamo riunito i risultati dello studio redatto insieme al prof. ARONICA per la valutazione degli effettivi livelli di rischio del territorio comunale di Vibo Valentia alla luce dell'evento alluvionale del 3 luglio 2006, e quelli del Master Plan relativo al Piano Generale degli Interventi per la Difesa del Suolo in Calabria (O.P.C.M. n° 3741 del 18.02.2009).

I diversi livelli informativi, pienamente rispondenti ai rispettivi elaborati cartografici originali, sono sovrapponibili alle ortofoto pre e post evento dell'intero territorio comunale, nonchè ad una ortofoto del versante marino risalente ai giorni dell'emergenza.

La composizione della mappa di interesse può essere completata con la sovrapposizione della carta tecnica comunale, alla scala 1:2.000 o 1:5.000, ed ottenere infine un comodo formato PDF da archiviare o stampare.

Il sistema, ancora in fase di implementazione, consente inoltre un confronto diretto con il Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico (PAI) della Regione Calabria.

webgis
 

CE L'ABBIAMO FATTA?

Ad oltre cinque anni dall'alluvione del 3 luglio 2006 forse qualcosa si muove. Abbiamo sempre sostenuto che la migliore strada da seguire, per rimediare ai danni causati dal Piano Versace nel Comune di Vibo Valentia, fosse quella di dotarsi di uno studio finalizzato alla definizione degli effettivi livelli di rischio di quel territorio.

Non è stato facile convincere tecnici e amministratori, e forse avremmo potuto ottenere qualcosa in più, ma intanto incassiamo la grande soddisfazione di vedere validato, il nostro lavoro, dall'autorevole parere tecnico consegnatoci dal Commissario Delegato.


Gazzetta del Sud
 

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

Nelle pagine della cronaca di Vibo Valentia della Gazzetta del sud di domenica 28 marzo, é stata pubblicata la "lettera aperta" da me indirizzata al Presidente della Provincia di Vibo Valentia, ing. Francesco De Nisi.

Il taglio giornalistico della brava Marialucia Conistabile, che ringrazio, ha saputo focalizzare l'attenzione del lettore "comune" sulle problematiche denunciate, ma ritengo utile, per i colleghi e gli addetti ai lavori, proporre di seguito anche la stesura originale della missiva.

Gazzetta del Sud

Ing. Francesco De Nisi
Presidente della Provincia di Vibo Valentia


Egregio Presidente,

dalla ribalta nazionale di una trasmissione RAI molto seguita, Ambiente Italia, andata in onda da Maierato lo scorso 6 marzo, ho appreso che l'Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, come responsabile delle attività di monitoraggio della grande frana che ha interessato quel territorio, ha nominato un agronomo.

Probabilmente, il suo incaricato è dotato di qualche specifica capacità e competenza, in materia di frane, che evidentemente a nessuno degli oltre 1000 iscritti all'Ordine dei Geologi della Calabria la sua Amministrazione riconosce.

Ma l'inadeguatezza dell'incarico pesa probabilmente allo stesso interessato che, quasi a volersi giustificare, fra le poche e imprecise spiegazioni che fornisce al suo intervistatore, dichiara che "...questi rilievi che noi stiamo facendo vengono letti dal CNR...".

Sono convinto che la filosofia, che da troppo tempo ispira ormai l'operato di molti amministratori calabresi, secondo la quale, nell'ordinario, un geologo, un ingegnere, un architetto o un agronomo piuttosto che un geometra, non fa differenza, tanto poi, quando la cosa si fa seria, mettiamo tutto in mano a qualche professore della materia perché risolva il problema, abbia prodotto fin qui più danni del rischio idrogeologico in se.

Su questa strada, negli anni l'intera regione è diventata il terreno di caccia preferito di tanti baronetti del mondo della ricerca, che da altre parti d'Italia non hanno trovato altrettanta fortuna, personaggi che si occupano di tutto, approfittando della rendita di posizione che deriva loro dal ruolo di ricercatori, senza essere in grado di mutare gli indirizzi per la tutela del nostro territorio.

Gli unici a non accorgersene sono i nostri Amministratori pubblici, e in primis il Governatore della Regione Calabria che continuano a correre dietro i luminari "illuminati" con il cappello in mano, mentre i professionisti calabresi, considerati ovunque tecnici di ottimo livello ed esperienza, sono relegati ad un ruolo di secondo piano, necessari solo a mandare avanti l'ordinaria burocrazia delle procedure progettuali delle varie amministrazioni.

Eppure le dimostrazioni che questo sistema non funziona sono molteplici. Andare avanti con i Piani emergenziali, spesso lontani dall'effettiva comprensione della realtà locale, non porta da nessuna parte.

A Vibo Valentia, dopo 4 anni dall'alluvione del 3 luglio 2006, il governo del territorio è letteralmente ingessato da uno studio che, dal punto di vista della geomorfologia e della geologia del territorio, stento a credere possa essere stato partorito da un ricercatore esperto di evoluzione dei versanti e di rischio idrogeologico.

Fra gli interventi che lentamente mirerebbero a mettere in sicurezza il territorio i cittadini possono già ammirare, nei pressi del Cimitero di Longobardi, una sorta di muraglia cinese che tutti aspettano di vedere quali risultati darà in termini di sicurezza. Ma ha un senso tutto ciò? Il governo del territorio si dovrebbe realizzare con tante muraglie cinesi? Una per ogni fosso?

Eppure lo scorso febbraio abbiamo scoperto che anche i territori di Pizzo e di Cessaniti possono essere interessati da movimenti franosi. Erigeremo anche li opere faraoniche con costi elevatissimi per i magri bilanci provinciali e regionali?

Ho la convinzione che questo modus operandi ripeta gli stessi errori che per decenni hanno caratterizzato la zonazione sismica del territorio italiano, secondo la quale un'area veniva considerata sismica solo all'indomani del terremoto che l'aveva sconvolta.

I mille geologi calabresi tuttavia sanno bene che il loro territorio è totalmente a rischio idrogeologico e, oltre alle specifiche competenze, hanno una profonda conoscenza della terra sulla quale camminano ogni giorno.

Solo con il loro quotidiano, e capillare contributo, con le loro specifiche competenze, unitamente a quelle di altre figure professionali, si può convivere con il rischio idrogeologico. Non con i piani emergenziali o con gli ammorbanti studi dei nostri cari ex-ricercatori, oggi liberi professionisti a tutti gli effetti.

Gli abitanti di Maierato hanno bisogno di sapere quale sarà il futuro dei luoghi dove affondano le loro radici, non di sapere, per i prossimi 10 anni, quanti millimetri di movimento avrà registrato il sensore dello scienziato di turno. Che poi è più o meno sempre lo stesso.

Le risulterà difficile crederci, ma le assicuro che fra i mille miei colleghi potrà trovare le persone adatte a consigliarle i percorsi tecnici necessari perché possa riappropriarsi della tutela del territorio che è chiamato ad amministrare.

Un'ultima notazione riguarda la sua stessa Amministrazione, che è in possesso fin dal 1996 (da prima del Decreto Sarno) di uno studio sulla franosità di tutto il territorio provinciale, e quindi anche dell'area della frana di Maierato, sulla quale aveva già delineato quattro differenti dissesti in atto.

Provi a chiedere agli specialisti del CNR di Cosenza perché finora non ci hanno mai fornito uno strumento analogo.

Di questo studio si saranno perse sicuramente le tracce (ad ogni modo potrà consultarlo in internet: http://www.terraeacqua.eu/cartainventario.html), ma sicuramente lo ricordano bene i suoi dirigenti e funzionari, che all'epoca lo hanno tanto osteggiato, gli stessi che oggi corrono a Maierato a cimentarsi maldestramente con la geologia.

Tanto a occuparsi di frane va bene anche un agronomo....

Con cordialità.

geologo Giuseppe SCALAMANDRÉ

 

LA GRANDE FRANA DI MAIERATO

Date le ripetute richieste di informazioni sulla frana di Maierato che sono pervenute al nostro sito, in attesa di realizzare una pagina più consona, pubblichiamo le fotografie panoramiche scattate oggi, 16 febbraio.


Panorama1

Panorama2

Panorama3

Panorama4

Panorama5

Panorama6

Panorama7

Com'era fino a l'altro ieri....


Panorama1

Panorama2

Non ci eravamo andati poi tanto lontani!
Queste sono le frane riportate dal nostro WebGis della Carta Inventario dei Movimenti Franosi della Provincia di Vibo Valentia


maierato

Della frana di Maierato abbiamo scritto anche su: Ordine dei Geologi della Calabria